La Scabbia:
quando il “vintage” torna di moda!
Quando parliamo di scabbia dobbiamo pensare ad una infestazione della pelle da parte di un “non simpatico animaletto” il “Sarcoptes Scabiei var. homini” (classe degli artropodi Arachnida, sottoclasse Acari, famiglia Sarcoptidae) che si insinua nell’epidermide e depone le sue uova scavando dei microscopici tunnel e provocando, per questo motivo, un prurito spesso incoercibile, soprattutto di notte, con eruzioni cutanee dovute alla reazione allergica a proteine e feci (come nelle allergie respiratorie), depositate dagli acari nelle loro tane.
Come se non bastasse, ad abbassare fortemente la qualità di vita degli infestati, possono svilupparsi fastidiose sovrapposizioni batteriche dovute principalmente al grattamento (es. impetigini).
In Europa, fino a qualche anno fa (2017-’18) la scabbia era considerata una malattia un po’ âgé, ma con il passare degli ultimi anni è tornata di gran moda in tutto il continente europeo.
Addirittura, in Italia, esistono realtà in cui tra il 2020 ed il 2023 le contaminazioni sono aumentate del 750% (ad es. in alcune Residenze Sanitarie Assistenziali del Lazio).
Cause?
Probabilmente alcune di esse riguardano la stretta e forzata convivenza dovuta al lockdown, il turismo di massa, l’affollamento eccessivo dei luoghi pubblici e, non ultimo, un preoccupante mutare dell’acaro responsabile che sta iniziando a divenire resistente ai trattamenti, orali e topici, da sempre impiegati.
Per questo motivo in Italia si sta configurando una nuova emergenza sanitaria; ad esempio, in regioni particolarmente colpite come nel caso dell’Emilia-Romagna si è dovuto ricorrere a norme più incisive per prevenire gli ulteriori contagi.
I più colpiti?
Ovviamente bambini ed anziani in quanto per entrambi gioca a sfavore la loro stretta convivenza in asili, scuole, palestre o, per gli anziani, strutture sanitarie di lunga degenza.
La scabbia è una delle malattie dermatologiche più contagiose soprattutto nei paesi in via di sviluppo. L’OMS stima che a livello globale la scabbia colpisca più di 200 milioni di persone in ogni periodo dell’anno preso in analisi, e, comunque, più di 400 milioni di persone complessivamente ogni anno.
Per queste evidenze un’altra categoria di persone particolarmente colpite è da riscontrare in quelle costrette a migrare. Nel 2017, 14.155 persone sbarcate in Italia sono risultate positive alla scabbia e sono stati indirizzati verso percorsi sanitari adeguati.
- Trattamento farmacologico della scabbia - Documento di indirizzo regionale. Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna
Logofarma, da sempre attenta a garantire il benessere della pelle di tutta la famiglia, rispondendo agli ultimi suggerimenti del Ministero della Salute in merito alla scabbia (salute.gov.it ultimo aggiornamento al 26 marzo 2025), è particolarmente orgogliosa e lieta di annunciare l’avvenuta commercializzazione (aprile 2025) della nuova Linea proposta contro i danni della pelle dovuti all’infestazione da acaro della scabbia.
La linea di prodotti è composta da:
Crotamiton PLUS™ 5% - 10% lozione (associazione di permetrina al 5% e Crotamitone al 10%), per la fase iniziale, e, dopo una settimana circa di sospensione, per un ulteriore fase di eradicazione dell’infestazione dovuta al Sarcoptes Scabiei (acaro della scabbia).
Crotamiton™ 10% crema (Solo Crotamitone al 10%), per la fase intermedia, in grado di svolgere le tre azioni specifiche necessarie a eliminare il prurito, prevenire le sovrainfezioni batteriche e proseguire l’azione acaricida.
La nuova proposta risulta quindi esattamente in linea con quanto previsto dai citati suggerimenti del Ministero della Salute in un ciclo topico completo, vòlto a:
- aggredire da punti diversi l’acaro, per superare così le resistenze
- coprire l’esigenza della riduzione della sintomatologia, prevalentemente “prurito”
- prevenire le sovrainfezioni batteriche
- eradicare l’acaro con la successiva applicazione
Vista la necessità, come per tutte le patologie della pelle, di effettuare una diagnosi corretta, sicura e certa, suggeriamo di affidarsi sempre a centri specializzati, pubblici o privati, dove medici specialisti esperti sapranno sempre come gestire al meglio la patologia, in base alle caratteristiche del paziente e fornire in seguito i corretti suggerimenti posologici.


